venerdì 12 dicembre 2008

Invito alla lettura

Frammenti di vita è una raccolta poetica che affronta diverse tematiche che confluiscono in un’unica direzione, quella del legame e della contemporanea opposizione fra il mondo umano, con i suoi sentimenti e le sue contraddizioni, e il mondo della natura. La natura può essere specchio, consolazione, amica per l’uomo, ma anche distante osservatrice o semplice antitesi; è simbolo di purezza, di non contaminazione, di quiete che si rinnova nonostante la tempesta. L’io lirico si rivolge alla natura, la prega, osserva le analogie con la propria condizione oppure mette in evidenza le differenze. La natura è vista come un ritorno alla semplicità e alla genuinità, un luogo sicuro dove rifugiarsi dalla frenesia del mondo e dal progresso, che sulla sua scia lascia solo vuoto. Dalla raccolta emerge malinconia, e la consapevolezza che un ritorno alle radici incorrotte che la natura rappresenta è difficile se non impossibile; il mondo va avanti spietato e l’io lirico ne è imprigionato.
Le immagini presenti nelle poesie sono evocative, raffinate, mai di troppo; sono cornice ideale di un concetto che viene espresso con poche parole e quasi sussurrato. La luna sorride, l’arcobaleno si staglia contro il cielo, le anatre volano, l’uccello cinguetta, la polvere è portata dal vento: così, per sempre. L’io lirico, l’uomo, ama, spera, soffre, dorme, si illude e disillude, cresce e invecchia, fino ad arrivare all’inevitabile fine, unico momento in cui forse la riunione fra natura e uomo è possibile, unico momento in cui l’uomo diventa parte della natura e si lascia alle spalle il mondo che lo tiene in gabbia.
La raccolta si apre con un componimento che sembra quasi voler fermare l’attimo nella sua immediatezza, dove la natura è incolta e abbandonata; dove la natura pare stentare come stentano le esistenze. La poesia finale con il continuo alternarsi fra il silenzio e il rumore del vento, il cielo sereno e le nuvole, dove l’uomo cammina solo e, paradossalmente, calpesta le margherite, e per estensione la natura, quindi ciò a cui vuole riunirsi, sembra invece eternarlo con quell’eco che giunge da lontano. E se il primo componimento finisce parlando di perdita (Lacrime, / perdute nella polvere…), l’ultimo ribalta la situazione, con quel grido che fatica a perdersi (di un grido che a mano a mano / si perde a fatica), e che forse è la voce di questi frammenti di vita.

A cura di Linda Rando (Writer's Dream)

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