giovedì 24 dicembre 2009

Roboante lo sciabordare...

Roboante
lo sciabordare dei cipressi
che mi svuota
come scirocco.

Terra
che mi nutristi
non è più mia
la tua parola;
più non trova spazio
il mio respiro
sul tuo seno.

N.B.: questa mia poesia, non è inclusa nella raccolta Frammenti di vita perché scritta successivamente.

lunedì 7 dicembre 2009

Biblioteca Comunale di Imola

La raccolta Frammenti di vita è presente presso la Biblioteca Comunale di Imola, nella sezione autori imolesi.
Potete verificarne la disponibilità al seguente indirizzo: http://sol.cib.unibo.it/SebinaOpac/Opac

lunedì 2 febbraio 2009

Frammenti di vita su QLibri

La mia raccolta di poesie da oggi è presente anche su QLibri.
Potete lasciare una recensione a questo indirizzo.

martedì 13 gennaio 2009

Note di lettura

Frammenti di vita di Luca Golinelli è una raccolta di poesie “classica” sia nella scelta dei temi affrontati sia nello stile adottato dall’autore.

Il tema principale del libro è la natura nel suo rapporto con l’uomo, una natura che viene descritta in modo elegiaco, con l’uso di termini eleganti e ricercati come oblio, adorna, virenti, annotta, plumbeo, diafano, etc.

Anche lo stile, scelto da Golinelli per questa sua prima prova, è indubbiamente frutto di uno stretto legame con la tradizione letteraria italiana ed in particolare l’autore sembra rifarsi ad alcuni grandi poeti dell’800 e soprattutto a Leopardi, come dimostrano i due componimenti dedicati alla luna che ricalcano nella struttura (endecasillabi e settenari alternati come nelle canzoni leopardiane) e nel contenuto (la luna solitaria in cielo che raccoglie le confidenza e le inquietudini dell’autore) proprio i due componimenti “Alla luna” e “Il canto notturno di un pastore errante dell’Asia” del poeta recanatese.

Un senso inesorabile di nostalgia e di consapevolezza del tempo che fugge sembra accomunare molti testi di questo libro insieme alla sensazione che tutto quello che rimane delle esperienze vissute siano in fondo solo frammenti di ricordi e di sensazioni.

A cura di Cristina Contilli

mercoledì 24 dicembre 2008

Lontano

Vedi
salire il lucore alle foglie?
E nasce il mattino imbiancando
le finestre.
Rugiada colpita da flebili raggi
di pallida luce.

Senti
colpire i binari? Automi dal ghiaccio
alle mani. Un fischio, altri
striduli colpi dilaniano il cielo.

Ricordi?
Risvegli lontani. Ora
dormi: riluce negli occhi
una stilla, che brilla colpita
dal carro dell’est.
Rapita dal sonno, speravi.

Lontano
lontano, dove brilla il sereno.
Non dire che nulla è più buono.
Lontano
di spalle puoi scorgere un uomo.

N.B.: questa mia poesia, non è inclusa nella raccolta Frammenti di vita perché scritta successivamente.

martedì 23 dicembre 2008

Frammenti di vita su Boopen

Da oggi potete acquistare la mia raccolta Frammenti di vita su Boopen.

venerdì 12 dicembre 2008

Invito alla lettura

Frammenti di vita è una raccolta poetica che affronta diverse tematiche che confluiscono in un’unica direzione, quella del legame e della contemporanea opposizione fra il mondo umano, con i suoi sentimenti e le sue contraddizioni, e il mondo della natura. La natura può essere specchio, consolazione, amica per l’uomo, ma anche distante osservatrice o semplice antitesi; è simbolo di purezza, di non contaminazione, di quiete che si rinnova nonostante la tempesta. L’io lirico si rivolge alla natura, la prega, osserva le analogie con la propria condizione oppure mette in evidenza le differenze. La natura è vista come un ritorno alla semplicità e alla genuinità, un luogo sicuro dove rifugiarsi dalla frenesia del mondo e dal progresso, che sulla sua scia lascia solo vuoto. Dalla raccolta emerge malinconia, e la consapevolezza che un ritorno alle radici incorrotte che la natura rappresenta è difficile se non impossibile; il mondo va avanti spietato e l’io lirico ne è imprigionato.
Le immagini presenti nelle poesie sono evocative, raffinate, mai di troppo; sono cornice ideale di un concetto che viene espresso con poche parole e quasi sussurrato. La luna sorride, l’arcobaleno si staglia contro il cielo, le anatre volano, l’uccello cinguetta, la polvere è portata dal vento: così, per sempre. L’io lirico, l’uomo, ama, spera, soffre, dorme, si illude e disillude, cresce e invecchia, fino ad arrivare all’inevitabile fine, unico momento in cui forse la riunione fra natura e uomo è possibile, unico momento in cui l’uomo diventa parte della natura e si lascia alle spalle il mondo che lo tiene in gabbia.
La raccolta si apre con un componimento che sembra quasi voler fermare l’attimo nella sua immediatezza, dove la natura è incolta e abbandonata; dove la natura pare stentare come stentano le esistenze. La poesia finale con il continuo alternarsi fra il silenzio e il rumore del vento, il cielo sereno e le nuvole, dove l’uomo cammina solo e, paradossalmente, calpesta le margherite, e per estensione la natura, quindi ciò a cui vuole riunirsi, sembra invece eternarlo con quell’eco che giunge da lontano. E se il primo componimento finisce parlando di perdita (Lacrime, / perdute nella polvere…), l’ultimo ribalta la situazione, con quel grido che fatica a perdersi (di un grido che a mano a mano / si perde a fatica), e che forse è la voce di questi frammenti di vita.

A cura di Linda Rando (Writer's Dream)